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Il nodo Vinci per la Marchesa di Mantova

ISABELLA D’ESTE GONZAGA: l’eleganza della  Primadonna del Rinascimento

Non c'è dubbio che l'insieme di questo vestito costituisca qualcosa di straordinariamente  innovativo nei confronti delle linee e caratteristiche dell'abito femminile dei decenni precedenti e di quelli che seguiranno nella seconda meta del XVI secolo con I' influenza spagnola.L' eleganza e l'originalità dei particolari rendono l'insieme indivisibile.Basti pensare che, se alla ricostruzione dell'abito si togliesse la complicata acconciatura, tutto il vestito e la stessa figura femminile ne risulterebbero sproporzionati.Isabella lasciò un segno nelle forme del vestire proprio perchè le sue "invenzioni" erano l'espressione della sua cultura, del suo amore per le arti e della sua personalità.Personalità femminile che esce prorompente da questo tipo di abito come non era mai accaduto prima e non accadrà nemmeno nel secolo successivo.Si tratta di un abito ideato per dare risalto alle forme del corpo: corpo che si mostra nella scollatura e nella rotondità delle spalle e del seno.  Rotondità accompagnate dalle rotondità delle grandi maniche e della imponente acconciatura. UN VESTITO CHE E' UN PROGETTO : Ie invenzioni e Ie creazioni di Isabella.Isabella era di corporatura tendente alla pinguedine: con Ie grandi rotondità delle maniche riusciva a rendere più equilibrato l'insieme della persona.Era di statura leggermente piu bassa della media: con I'imponen­te acconciatura riusciva ad elevare la sua figura.

L’acconciatura venne chia­mata "Capigliare" ed era un insie­me di riccioli di capelli  assemblati come parrucca.  A volte era composta da stoffa riccamente decorata, ed oltre ad avere lo scopo di alzare la statura, aveva anche quello di sembrare quasi una corona regale che in­corniciava il viso.
II rosario di lapislazzuli, la collana con i tronchetti incrociati, il ricamo dorato della camicia e I'inserimen­to di fermagli a tondi seguenti nel "capigliare": tutto parla di una cura estrema del dettaglio e di un impreziosimento dell'abito che in questo caso diventa ancora più affascinante grazie alla presenza di un disegno particolare nel tessuto della sopraveste. LA "FANTASIA DEL VINCI" NELL' ABITO DI ISABELLA : imprese e simbologie.L'abito é caratterizzato da una veste formata da un tessuto in teletta d'oro con intreccio di nodi a rilievo in rosa e da una sopraveste di velluto nera ricamata con cordoncini oro e nero.

La veste si intravede grazie al fatto che tutto il tessuto della sopraveste è stato tagliato, nelle parti dove non esiste il ricamo di intreccio di nodi, a formare tante ampie fessure.La difficoltà di interpretazione del complesso ricamo ad intreccio della sopraveste nera ha comportato notevoli ritardi nella realizzazione della ricostruzione dell'abito. Approfondendo la ricerca dei dati utili alla realizzazione del lavoro si è arrivati ad una interessante scoperta.La difficoltà maggiore è stata quella di ricostruire I'insieme di nodi intrecciati che non sono completamente decifrabili nel dipinto: principalmente perché la figura e ritratta seduta. Dall'ammasso irregolare di tessuto nero ricamato si evidenzia chiaramente solo una parte del nodo principale ed un tratto della catena di collegamento.I disegnatori dei nostri laboratori hanno provato ad interpretare i nodi partendo dalle parti leggibili nel dipinto ma non sono riusciti a trovare una forma convincente.
Sono occorse varie ricerche d'archivio per trovare elementi che aiutassero a completare il lavoro.Un dato importantissimo è derivato dall’analisi di un ritratto, eseguito da Raffaello,di una delle figlie di Isabella (Eleonora Gonzaga), che descrive con precisione alcune decorazioni in oro sui capo della giovane con uno sviluppo a nodi intrecciati che ha richiamato subito alla memoria lo schema del nodo dell'abito.Il disegno di questo nodo fu ideato dal cugino di Isabella d'Este Nicolo da Correggio ed eseguito poi da Leonardo da Vinci nel breve periodo nel quale lavorò presso la Corte di Mantova.

Questo disegno divenne uno degli emblemi o imprese di Isabella con il nome di "Ia fantasia del Vinci"; la sua struttura ben definita nel dipinto di Raffaello ha permesso di ricostruirlo e capire che si tratta delle stesso nodo che compare nella sopraveste di Isabella.A questo punto i disegnatori hanno ripreso la composizio­ne del disegno del ricamo pensando di aver trovato il modo di completarlo.Invece il lavoro si e fermato per la seconda volta perché, anche affiancando un nodo all'altro in file orizzontali parallele, non si riusciva ad ottenere la catena intrecciata di collegamento.
Si e arrivati a completare lo schema del disegno nel suo insieme solo quando si è provato ad affiancare un nodo dritto alla sua immagine speculare e così via alternandoli tra loro. In questo modo si e trovata la soluzione per ottenere le varie catene.   Il complesso lavoro di ricostruzione di questo disegno ha portato alla luce comunque un dato importante per comprendere la personalità di Isabella e le caratteristiche della cultura del suo tempo.

Un mondo colto, pieno di simbolismi, di messaggi studiati con arguzia da interpretare con ingegno: un insieme di eleganza e raffinatezza intellettuali che permeavano i vestiti facendoli diventare un vera e proprio progetto e costruzione della mente.